Pecoraro Scanio
Pecoraro indagato per truffa e corruzione, nega accuse
Venerdì, 4 Aprile 2008. Da Reuters, si riporta:“
BARI/ROMA (Reuters) - Il Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio è indagato dalla procura di Potenza insieme ad altre tre persone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e corruzione, per aver concesso presunti favori a imprenditori in cambio di viaggi e soggiorni gratuiti. Lo riferiscono fonti investigative del capoluogo lucano.Un portavoce del ministro ha però detto che Pecoraro Scanio ha appreso soltanto dalla stampa di essere sotto indagine e che ha comunque assicurato “massima collaborazione” per chiarire la vicenda. Intanto alla procura di Roma sono arrivati una dozzina di faldoni, attualmente all’esame del procuratore capo Giovanni Ferrara che dovrà stabilire se contengano atti di competenza del Tribunale dei ministri o se la documentazione debba rimanere all’esame della procura capitolina, riferiscono fonti giudiziarie.In caso contrario, Ferrara rinvierà i documenti alla procura di Potenza, dove titolare del fascicolo è il pm John Woodcock, già protagonista di altre inchieste che hanno avuto forte risalto mediatico su politici e personaggi dello spettacolo, come Fabrizio Corona. E proprio indagando sulle relazioni di Corona, dicono le fonti, gli inquirenti sono risaliti attraverso intercettazioni a un imprenditore di Policastro e di qui a un’agenzia di viaggi Perugia, la Visetur, che avrebbe ottenuto un appalto per organizzare viaggi, trasferte e soggiorni per conto del ministero. In cambio, ritengono gli inquirenti, il leader dei Verdi avrebbe ottenuto voli e soggiorni gratuiti. Il coinvolgimento del ministro - contro cui è ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa contro la Pubblica Amministrazione e quello di corruzione - risulterebbe da altre intercettazioni. Insieme a Pecoraro Scanio sono indagate altre tre persone: uno dei titolari dell’agenzia di viaggi, un collaboratore del ministero e un magistrato fuori ruolo che avrebbe lavorato prima a Lagonegro e poi a Salerno. PORTAVOCE MINISTRO: L’ABBIAMO SAPUTO DALLA STAMPA
I fascicoli relativi ai tre sono stati trasmessi alla Procura di Roma, dicono le fonti. Ma fino a ieri sera il capo della Procura ha smentito la circostanza. Il fratello di uno dei titolari dell’agenzia è un consulente del ministro, come ha confermato in un’intervista al Corriere della Sera lo stesso Pecoraro Scanio. Nella stessa intervista però il ministro ha detto che la società “se non mi sbaglio, durante la nostra gestione ha perduto l’appalto”. “Il ministro non ha ricevuto alcuna carta , alcuna comunicazione. L’abbiamo saputo dalla stampa - ha detto il portavoce Giovanni Nani - C’era una chiacchiera che girava su un’agenzia di viaggi, ma sembrava un problema amministrativo, non certamente una cosa di queste dimensioni, anche perché questa vicenda avviene a una settimana dal voto”. Il portavoce ha aggiunto che il ministro comunque “ha assicurato la massima collaborazione per chiarire ogni cosa”. L’inchiesta di Potenza, hanno aggiunto le fonti, riguarda anche la questione dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Secondo alcuni quotidiani, gli investigatori stanno indagando sul presunto interessamento di Pecoraro Scanio a un appalto per lo smaltimento di rifiuti campani in Grecia. Appalto che però non sarebbe mai andato in porto. “E’ evidente che il ministro non si è mai occupato in maniera diretta di appalti, e neanche di rifiuti”, ha commentato il portavoce.
Commento di Ferdinandus: Certo che il Governo Prodi quanto a Ministri indagati non è secondo a nessuno. Prima, lo stesso Prodi, è stato oggetto di attenzione per abuso d’ufficio da parte della Procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta sulla Cd. “Loggia di S.Marino”.(Ma Prodi non è stato indagato non avendo ricevuto nessun avviso di garanzia) Subito dopo la vicenda del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che è stato iscritto sul registro degli indagati della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta «Why not» per i reati di abuso d’ufficio, concorso in truffa e violazione della legge sul finanziamento dei partiti. Ora, il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, indagato dalla Procura di Potenza, assieme ad altre tre persone, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e corruzione per aver concesso presunti favori a imprenditori in cambio di viaggi e soggiorni gratuiti. Ma, al di là di come finiranno le indagini della Magistratura, l’opinione pubblica rimane sgomenta di queste vicende. In altri tempi, al solo sospetto di essere indagati, si rassegnavano le dimissioni, nell’attesa di chiari pronunciamenti da parte della Magistratura. Ciò per evitare che il benché minimo sospetto nelle persone preposte a gestire la “cosa pubblica” potesse creare ombre nel loro comportamento. La stessa cosa non avviene oggi. Anzi, avviene esattamente l’opposto. Per tutti, confronta, Salvatore, detto “Totò” Cuffaro, Presidente della Regione Siciliana, il quale è stato condannato a 5 anni di carcere. Non solo non si è dimesso, ma, addirittura ha festeggiato l’evento mangiando cannoli, secondo quanto si rileva dal reportage del Corriere della Sera. Il Pubblico Ministero, John Woodcok, titolare dell’inchiesta relativa a Pecoraio Scanio non è un angioletto, oltretutto è protagonista di altre inchieste che hanno avuto un forte impatto mediatico su politici e personaggi dello spettacolo, come Fabrizio Corona. Noi, che non vogliamo il male altrui ad ogni costo, auguriamo al Ministro, Pecoraro Scanio di essere veramente estraneo ai fatti imputati. Come è avvenuto con il Ministro Mastella nel caso “Why not” e con Prodi che non è stato indagato. In bocca al lupo Italia!

