Gli errori di Prodi
![]()
![]()
Gli errori di Prodi
C’è qualcuno (ancora !) che mi chiede - e si chiede - cosa abbia sbagliato Prodi ? Perché ha dichiarato di voler uscire dalla Politica ? A quest’ultimo interrogativo rispondiamo subito: Perché Veltroni glielo ha imposto. Agli altri interrogativi occorre, invece, fornire delle risposte. Elencare lo sfascio del Governo Prodi non basterebbe questo Blog. Elencherò, a mio avviso, i più eclatanti:
POLITICA PENSIONISTICA Su questo tema Prodi ha voluto attaccare duramente il cd “scalone” pensionistico di Berlusconi la norma che dal 2008 porterà da 57 a 60 anni il limite minimo per le pensioni di anzianità. Questo provvedimento apportava un risparmio di 4 Miliardi di euro già da 2009 per arrivare a 9 miliardi di euro a regime. Era molto apprezzato nelle sedi istituzionali economiche e mondiali. Prodi ed i suoi compagni di cordata, invece, sono stati sempre compatti nell’indicare nell’abbattimento dello “scalone” uno dei provvedimenti toccasana. Il dato politico che emerge sembra chiaro: Prodi e i suoi ministri, come peraltro, indicato anche dall’economista Giuliano Cazzola, hanno fatto un macroscopico errore nel mettere in discussione lo «scalone» che realizza un sensibile risparmio di spesa. Errore ancora più grave perché dettato da spinte ideologiche e da puro e cinico opportunismo politico, senza un minimo di contenuto.
EMBARGO ARMI ALLA CINA
Altro errore di Prodi: auspicare la fine dell’embargo di armi alla Cina
Come si rileva da RETE ITALIANA PER IL DISARMO: “ledichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio Romano Prodi a Pechinoriguardo all’auspicata fine dell’embargo di armi dell’Unione europea (Ue)verso il paese asiatico sono state accolte con stupore e dispiacere. Non si può porre termine a una decisione tanto importante e pregnante – (che, si ricorda, ha avuto molte conferme nel corso degli anni con risoluzioni del Parlamento europeo) affermando semplicementeche “non cambierebbe nulla”. In realtà la situazione in Cina e in tutto ilmondo dovrebbe spingere i governi, in particolare quello italiano, aripensare le norme relative alla produzione e alla commercializzazione diarmi, oggi dominate solo da logiche affaristiche e di interesse strategico.
VICENDA ALITALIA:
nel Governo Prodi c’è l’intenzione di svendere l’Alitalia e si assiste in questi giorni (Sul punto leggi il mio articolo “il pianto del coccodrillo” su questo sito) a scontri tra Ministri che lasciano sconcertati. Il Ministro dell’economia Padoa Schioppa, Il Ministro Bersani e Veltroni affermano: “O si vende entro il 31 Marzo 2008 o Alitalia fallisce” Ma, il Ministro Bianchi, titolare dei Trasporti, e, pertanto, più informato, afferma che nei piani della Compagnia aerea ci sono dei margini di liquidità fino alla fine del 2008, contraddicendo i suoi stessi compagni di Governo e pure Veltroni che vorrebbe accontentare Prodi e Schioppa (quest’ultimo detiene il 49% di azioni Alitalia) svendendo la nostra compagnia di bandiera ai francesi.
IL TIKET NEL PRONTO SOCCORSO
In vigore con la legge Finanziaria 2007 dal primo gennaio. Altro colossale errore di Romano Prodi. Con questo provvedimento si colpiscono i cittadini in cerca di servizi essenziali come la salute chiedendo agli stessi che provvedano all’autodiagnosi sostituendosi ai medici. Secondo Prodi dovremmo andare al Pronto Soccorso con la dichiarazione dei redditi. Perché, se non fossimo gravi, per evitare il ticket, dovremmo dimostrare di essere nella fascia di reddito esentata dal costo di questo servizio sanitario. E’ una tassa ingiusta che va abolita.
SICUREZZA
Al riguardo, si riporta quanto scrive Giuseppe Pennini sui flussi incontrollati di immigrati:
“Davanti al decreto legge sulla sicurezza varato dal Governo dopo l’ultimo fatto di sangue attribuito ad uno o più cittadini rumeni (ancora non si sa), occorre chiedersi quali sono stati gli errori tecnici di Prodi, Amato e Veltroni nell’affrontare e trattare la questione dell’afflusso di neocomunitari in Italia in generale e nella capitale in particolare.
In primo luogo, Prodi ha sbagliato sia da Presidente della Commissione Europea sia da Presidente del Consiglio. Nella veste di Presidente della Commissione Europea, è stato il motore che ha portato all’allargamento dell’Ue a 15 prima a 25 e poi a 27. In varie occasioni, e soprattutto nella conferenza stampa in cui ha concluso il proprio mandato, ha detto a tutto tondo che considerava l’ampliamento dell’Ue come il proprio fiore all’occhiello, come il maggior successo ottenuto dall’Ue grazie al lavoro del conducente (ossia lui in persona). In secondo luogo, a questi errori tecnici (oltre che politici) di Prodi, si sono aggiunti quelli del Ministro dell’Interno. In interviste, Giuliano Amato ripete che non era prevedibile un influsso di 500.000 rumeni in Italia in un anno; quindi, ci si sarebbe trovati impreparati per causa di “forza maggiore”. Sono ammissioni sorprendenti soprattutto da parte di un giurista con profonde conoscenze di economia. Se veritiere, mostrano che è urgente creare un servizio di analisi economica al Viminale. Infatti le analisi scientifiche sulla migrazioni condotte da Stiglitz, Harris e Todaro all’inizio degli anni 70 forniscono una modellistica da cui si ricava che le dimensioni del problema erano facilmente stimabili. Proprio applicando tale modellistica, il Governo di Sua Maestà Britannica e quelli di altri Stati europei stanno attuando la “moratoria” delineata nel paragrafo precedente. Inoltre era chiaro che l’Italia sarebbe stata una calamita per i rumeni non solamente in quanto, chiuse le altre frontiere, si sarebbe riversati verso la Penisola ma soprattutto in quanto il rumeno è lingua neo-latina molto simile alla nostra (ho superato brillantemente un esame universitario di lingua rumena con una settimana di studio) e i rumeni si considerano da oltre 1400 anni un’isola di cultura “romana” assediata da slavi e da turchi.
POLITICA DELL’IO RESISTO
Un altro errore di Prodi è stato quello di portare avanti la cd politica dell’ <Io resisto> <Io vado avanti et similia> come ha spiegato il Presidente del Censis. Fino al 1992 il Governo progettava, spiegava, il popolo capiva ed alla fine accettava. Così c’è un uomo solo al comando: Romano Prodi che ha dichiarato di uscire dalla Politica. Ma nessuno ci crede. Negli eventuali commenti all’articolo, ulteriori errori del Governo Prodi, segnalateli Voi. (Fernando)
La URI per inviare un trackback a questo articolo è: http://ferdinandus1.wordpress.com/2008/03/28/gli-errori-di-prodi/trackback/
